La raccolta firme per porre fuorilegge il reggaeton in Ecuador

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L’organizzazione civile Avaaz ha promosso la raccolta di un milione di firme col fine di mettere fuorilegge il reggaeton dall’Ecuador, che a sentire loro incoraggia il sesso in età precoce. A tal proposito essa stima una dozzina di casi di nascite dovute a questo fenomeno. Avaaz è un’organizzazione che promuove cause come la lotta contro il riscaldamento globale, i diritti degli animali, lo sradicamento della corruzione del governo e della povertà, questo secondo quanto si può apprendere dal suo sito web. Il suo obiettivo è quello di portare le firme alla presidenza dell’Ecuador, ma finora il risultato è stato abbastanza scarso (6.000 adesioni circa). 

Il Reggaeton è sopravvissuto alla critica, al disprezzo ed alla sottovalutazione persino di coloro che vivono a Portorico

Il Reggaeton è sopravvissuto alla critica, al disprezzo ed alla sottovalutazione persino di coloro che vivono a Portorico, culla del genere, guadagnando terreno in molti paesi come l’Ecuador. Proprio qui questo sabato sarà presentato il grande evento annuale rappresentato dall’Urban Fest, che già registra un bel sold-out presso la Plaza de Toros di Quito. Per l’organizzatore Roberto Montenegro, della M&M Entertainment, Avaaz non è un gruppo rappresentativo all’interno del paese. Egli sostiene che sta facendo delle strumentalizzazioni, perché se così fosse bisognerebbe stigmatizzare l’ascolto del reggae perchè promuove l’uso della marijuana, oppure del rock perché promuove il satanismo. Il genere urbano è in continua espansione e non si possono giudicare tutte le persone dal come ballano questa musica. Inoltre ha aggiunto che “se si raccolgono un milione di firme contro, noi del movimento ne porteremo 20 milioni a favore. Stiamo lavorando alla promozione di artisti del nostro paese da portare in giro per il mondo come Kannon El Protagonista, per esportare dai confini nazionali questa musica”.

Le prime avvisaglie di contrarietà si erano già avute ad inizio di anno a Cuba, ed in Venezuela

Le prime avvisaglie di contrarietà si erano già avute ad inizio di anno a Cuba, e pure in Venezuela, con azioni sostenute dai governi pronte a definire il reggaeton volgare e sessista. Vallejo ha ricordato che in passato Don Omar, che fu suo allievo, ha dedicato un tema a Guayaquil (Ecuador), incluso nel suo album The Last Don live, pubblicato nel 2004. Mentre Javier Casillas, road manager del cantante J Alvarez, ha espresso incredulità per la censura in Ecuador. Il duo Jowell & Randy ricordano anche loro l’aneddoto legato a Don Omar, e “che bisogna imparare ad accettare le differenze dei gusti della gente ed allo stesso modo chiedere a noi stessi di essere tolleranti.”

Una grande solidarietà è nata tra gli artisti contro l’iniziativa di Avaaz. Essi sostengono in coro che il reggaeton non può essere causa di gravidanza tra gli adolescenti e che “l’educazione comincia a casa e che tutto sta nella formazione e supervisione che i genitori danno ai loro figli. La nostra musica è puramente finalizzata al divertimento”.

Reggaeton fuorilegge un Ecuador:

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