
Quevedo ha pubblicato il suo terzo album, El Baifo, una fusione di ritmi urbani e tradizione isolana che trasuda nostalgia.
Simbolo del suo ritorno a casa, il titolo gioca sul termine guanche “baifo” (giovane capra), alludendo al concetto anglosassone di G.O.A.T. (Greatest of All Time, il migliore di tutti i tempi).
L’album non particolarmente audace arriva un momento nella carriera di un artista in cui la crescita smette di essere una questione di numeri e diventa una questione di significato. Quevedo non ha bisogno di cambiare genere per suscitare interesse.
‘El Baifo’ è un ritratto generazionale dei giovani dell’isola orgogliosi del loro patrimonio culturale, contiene 14 brani e diverse collaborazioni con Elvis Crespo, Los Gofiones, Tony Tun Tun, Lucho RK, La Pantera, Juseph e Nueva Línea, un’orchestra tutta al femminile che porta i suoi ritmi latini ai festival dell’arcipelago.
Questo progetto riflette la sua crescita personale e artistica dopo i precedenti lavori, Donde Quiero Estar (2023) e Buenas Noches (2024). “È un ritorno a casa per mostrare chi sono veramente.”
L’artista ha ammesso di essere già stato accostato all’ultimo lavoro di Bad Bunny, Debí Tirar más Fotos, per via del legame con il suo luogo d’origine e della celebrazione della musica tradizionale. Nel caso del ‘Conejo Malo’, quel luogo è Porto Rico.
Questo percorso è iniziato dopo aver ascoltato “un’infinità” di artisti e musica che lo hanno plasmato e reso quello che è oggi.
Con ‘El Baifo’, Quevedo consolida la sua posizione come uno degli artisti più importanti del panorama musicale attuale
‘El Baifo’ è un ritratto d’identità in cui il globale e il locale si incontrano. Con brani pensati per la pista da ballo, il reggaeton rimane il linguaggio principale, ma il modo in cui lo parla è cambiato. Incorpora anche suoni e strumenti folk tipici delle Isole Canarie, come il timple e le conchiglie Majorera.
L’album è stato prodotto sotto la diretta supervisione di Pedro Luis Domínguez Quevedo e del suo fidato team, tra cui Garabatto, Izak BDP Music e Pana Ymb con canzoni che riflettono i suoi sentimenti di giovane stella sradicata dal suo quartiere.
Nel brano d’apertura, Está en casa, Quevedo ammette di non sentirsi ispirato a scrivere al di fuori delle isole, mentre nel brano di chiusura, Hijo del volcán, accompagnato dalle voci e dal timpano di Los Gofiones, condivide i suoi sogni e le sue aspirazioni per il futuro.
Recentemente ha espresso il suo disagio per la diffusione virale della sua trasformazione fisica e per la costante pressione esercitata dalle piattaforme digitali, sottolineando la necessità di fermarsi e dare priorità alla salute mentale, confessando che all’apice della sua fama non era felice come avrebbe dovuto essere.
In questo senso, la sua testimonianza offre un messaggio particolarmente prezioso per adolescenti e giovani adulti, esposti alla costante pressione di conformarsi agli standard di bellezza.
Ascolta qui El Baifo di Quevedo (50:48):
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